SEO e Internazionalizzazione


“Per l’internazionalizzazione delle PMI occorre prima di tutto avere un sito ben fatto!” Così gli avevano detto e lui si era rivolto a un suo conoscente che si intendeva di grafica e di web.

Ora il nuovo sito era finalmente pronto da un mese, in versione bilingue italiano e inglese.  La grafica era gradevole, i contenuti ben distribuiti su poche pagine. Era contento, il sito non si vedeva bene su tablet e smartphone ma in compenso aveva speso poco.

“E’ proprio vero che non servono gli specialisti!” si diceva.

Tuttavia non succedeva niente, nessuno dall’estero e pure dall’Italia lo contattava per chiedergli un preventivo compilando il modulo sul sito. In verità non sapeva nemmeno quanti visitatori fossero arrivati lì per vedere i suoi prodotti artigianali di qualità.

Il conoscente gli aveva risposto di non preoccuparsi, perché per il sito avevano scelto un nome a dominio contenente la sua attività: “Con i miliardi di persone su internet, quelle interessate ti trovano senz’altro! Per l’internazionalizzazione della tua impresa sei a posto!”

Poi sono passati altri due mesi invano e alla fine ci ha chiesto un analisi gratuita della sua presenza online.

seo e internazionalizzazione

SEO e Internazionalizzazione: serve una Swot?

Ne è uscito che il sito mancava dei fondamentali per essere indicizzato dai motori di ricerca, solo chi ne conosceva l’indirizzo esatto sarebbe potuto arrivarci. E’ facile scoprire quali pagine vengono frequentate e archiviate da un motore di ricerca, basta digitare site:www.nomesito.xx ed escono gli snippet (letteralmente i ritagli o estratti) delle pagine memorizzate nei database del motore. Se non ne esce nessuna, la situazione è grave ma non è seria, si potrebbe dire parafrasando Ennio Flaiano.

La mancata indicizzazione infatti si ripara in fretta, più tempo richiede invece l’impostazione dei meta tag per indicare ai crawler i contenuti del sito e della sitemap XML per segnalare l’articolazione e l’importanza dei contenuti.

Qui siamo nelle attività tipiche SEO di cui spesso i conoscenti dell’imprenditore non sono a conoscenza.

Ancora prima è sempre necessario studiare

  • cosa produce l’impresa,
  • con chi compete sul mercato e sul web,
  • quali sono le sue eccellenze ed i suoi vantaggi distintivi,
  • dove sono le opportunità e le minacce.

Il web è alla fine un mercato su cui è necessario applicare per il posizionamento del sito sia le tecniche di marketing tradizionale, come ad esempio una Swot Analysis, sia le attività tipiche SEO. Il connubio è sempre vincente, mentre la mancanza di una delle due produce risultati scarsi. Da ultimo per l’internazionalizzazione occorre identificarele aree geografiche in cui si intende andare perché, come si vede in questa tabella, l’incrocio tra paese e motore di ricerca prevalente non è sempre costante. SEO e internazionalizzazione Fonte: Webcertain Global Search and Social Report, Q4 2013

Google è chiaramente dominante, tuttavia in Cina con Baidu, in Russia con Yandex (ma anche in molti paesi ex-sovietici), in Corea del Sud con Naver e infine in Giappone con Yahoo Japan occorre fare i conti, ovvero ottimizzare le pagine in lingua per il motore di ricerca prevalente.

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