Ecommerce Crossborder – Intervista a Dagmar Sporck


Ecommerce Crossborder: che cos’è

E-Commerce CrossborderCon il termine Ecommerce Crossborder si intende la vendita online fatta da un sito residente in una nazione dell’Unione Europea ai compratori di altri paesi aderenti e rappresenta la nuova frontiera per le piccole e medie imprese italiane che vogliano crescere nell’export.

Un recente studio commissionato da eBay a Deloitte, “The Omnichannel Opportunity: A Report for eBay”, ha messo in evidenza come l’ Ecommerce Crossborder abbia grandi potenzialità in Italia sul fronte del commercio transfrontaliero, con il 15% dei residenti nell’Unione Europea che nel 2013 ha perfezionato acquisti verso un’altra nazione.

Dalla ricerca Deloitte emergere come i mercati più forti sul fronte dell’ Ecommerce Crossborder sono la Germania (27% delle vendite verso l’estero), il Regno Unito (24%) e la Francia (14%),  seguite da Spagna (5%) e Italia (4%).

E’ proprio questo valore, paradossalmente da fanalino di coda, che rappresenta bene il gap da colmare e quindi anche la grande potenzialità di crescita che hanno di fronte le piccole e medie imprese del nostro paese.

Una ulteriore opportunità è data dai tassi di conversione (rapporto tra quanti comprano online su quanti hanno visitato il sito), che sono molto alti ad esempio in Germania, Olanda e Regno Unito (tra il 4 e il 5%) rispetto all’Italia (tra l’1 e il 2%). In altre parole a parità di sforzo di acquisizione clienti, il risultato della vendita è più del doppio.

La scelta sembra allora essere immediata, una “no brain decision” come si dice: vendo online in Germania, Olanda e Regno Unito, con una buona traduzione in inglese, tanto le regole per l’ Ecommerce Crossborder sono comuni in tutta l’Unione Europea.

Purtroppo non è così banale, perché per mantenere i tassi di conversione tipici di una nazione occorre valutare ed uniformarsi alle consuetudini di acquisto presenti in loco: localizzazione (non solo traduzione), metodi di pagamento, sigilli di sicurezza e politica dei resi.

Se, ad esempio, in Germania e Olanda il pagamento più diffuso è il bonifico online, Paypal non basta. Se la percentuale di resi in Germania è del 50%, dimensionarsi sul 10 % italiano di resi non è sufficiente.

Tutti i segreti dell’ Ecommerce Crossborder li racconta molto bene Dagmar Sporck, Country Manager di Salesupply Italy, una società che offre servizi di supporto per un efficace avvio delle vendite online transfrontaliere.

Videointervista a Dagmar Sporck

 

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